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Lo scopo della Fondazione Bosscher è quello di promuovere la ricerca scientifica riguardante le patologie derivanti dall’uso degli anestetici locali. In particolare, la Fondazione Bosscher si occupa degli effetti di un anestetico denominato articaina cloridrato, che costituisce il principio attivo di:
Ultracaine™ disponibile in Olanda, Belgio, Germania, Italia e in molti altri paesi
Septanest™ disponibile in Canada, Francia, Spagna e in molti altri paesi
Citocain™ disponibile in Italia, Spagna, Russia e Giappone.
Citocartin™ disponibile in Italia, Polonia e Russia
Primacaine™ disponibile in Italia, Francia, Russia, Polonia e India
Septocaine™ disponibile negli Stati Uniti, in Scandinavia e in Russia
Ubistesine™ disponibile in Germania, Olanda, Belgio e in molti altri paesi
Alphacaine™ disponibile in Francia e in molti altri paesi
La Fondazione Bosscher ha motivo di ritenere che l’articaina sia causa di una serie di effetti collaterali imprevisti.
Se per un periodo (anche diversi mesi) successivo ad una cura dentale
avete potuto registrare uno dei seguenti sintomi, vi consigliamo di
consultare con attenzione questo sito.
- stanchezza e senso di affaticamento e spossatezza generale
- reazioni allergiche e di intolleranza verso alcuni cibi
- bronchite asmatica
- formicolio persistente alle dita delle mani e dei piedi
- debolezza e cedimenti ai muscoli delle braccia e/o delle gambe
- cancro al seno, alla prostata o ai reni
- sintomi vaghi senza causa apparente
- tremori o spasmi
Riconoscete uno o più d’uno dei sintomi elencati? La loro causa potrebbe essere imputabile all’uso dell’anestetico locale noto con il nome di articaina.
Per qualsiasi informazione e/o commento, contattateci all’indirizzo e-mail
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(possibilmente in inglese).
Nota
Lo scopo di questo sito è di fornire informazioni a pubblico e/o pazienti circa l’applicazione e l’uso degli anestetici locali. Pertanto, esso è unicamente fonte di informazione generale destinata a coloro che desiderano saperne di più sugli anestetici locali e sulla loro applicazione, ed in particolare sull’articaina cloridrato (denominazioni commerciale: Ultracain™, Septanest™ ecc…).
Attenzione
Le informazioni presenti in questo sito non possono sostituire il parere del vostro medico curante, del vostro dentista, anestesista o chirurgo odontoiatra. Per qualsiasi dubbio, consultate il vostro medico e fatevi consigliare.
Indice
1. Organizzazione del sito
2. Riferimenti
3. Problemi legati all’articaina (per i pazienti)
4. Vantaggi e svantaggi derivanti dall’uso dell’articaina
5. Disclaimer
1. Organizzazione del sito
Il sito è diviso nelle sezioni sopra elencate. Al suo interno, compaiono diverse parole chiave in caratteri blu e sottolineate. Ciccando due volte su queste parole, ne visualizzerete una definizione o spiegazione. Per continuare la lettura del testo principale, è sufficiente ciccare due volte sul comando che compare alla fine: 'Clicca qui per tornare alla pagina principale'. Se, una volta letto questo breve sito di presentazione, desiderate ottenere ulteriori informazioni, non esitate a consultare la versione completa del nostro sito in Inglese. Lì troverete, tra le varie cose, anche un’analisi approfondita del processo di decomposizione dell’articaina e delle sostanze che ne derivano. Problemi legati all’articaina (per i medici).
Di norma in questo sito viene fatto riferimento alla sostanza denominata ‘articaina’ evitando, per quanto possibile, di citare i nomi commerciali di anestetici come Ultracain™, Septanest™, Citocain™, Primacaine™, Septocaine™, Ubistesine™, Citocartin™, ecc, nei quali l’articaina compare come principio attivo.
2. Riferimenti
Questo sito è stato realizzato su iniziativa della direzione e del gruppo di consulenza medica della Fondazione Bosscher s.l.a.
Redattori:
• Marianne Govers, presidente della Fondazione Bosscher e dentista
• Dick van Vlaardingen, segretario della Fondazione Bosscher
• Kees Jaap Hoevers, dentista e consulente in materia di odontoiatria presso la Fondazione Bosscher
Su richiesta della Fondazione Bosscher, il Science Shop di Medicina della Facoltà di Farmacia dell’Università di Utrecht ha condotto una ricerca sugli effetti collaterali imprevisti dell’articaina. Tale ricerca è stata pubblicata con il seguente titolo:
Articaïne, een literatuuronderzoek naar de ongewenste effecten.
Articaina ed effetti indesiderati: articolo scientifico. (non disponibile in inglese)
PUG/99-1 ISBN 90-74772-38-2
Il Science Shop di Medicina del Centro Universitario di Farmacia dell’Università di Groningen ha invece collaborato alla ricerca intitolata:
Articaïne. Een briefwisseling, Najaar 2000.
Articaina. Uno scambio epistolare, autunno 2000 (non disponibile in inglese)
Sfortunatamente, l’Università di Groningen ha vietato la pubblicazione dei risultati di questa ricerca. Inoltre, la Fondazione Bosscher ha commissionato una ricerca riguardante gli aspetti epidemiologici dell’articaina. Tale ricerca è stata condotta sottoforma di tesi. Per il momento ne è disponibile una versione preliminare con il titolo:
Articaïne, maart-oktober 2001
Articaina, Marzo-Ottobre 2001. (non disponibile in inglese)
Vogliamo ringraziare i Science Shop di entrambe le Università per la ricerca scientifica e indipendente che hanno condotto, oltre che per le informazioni che hanno saputo fornire durante gli incontri e che ci sono state di grande aiuto nella realizzazione di questo sito.
Il progetto articaina è stato coordinato con la supervisione dello studio legale
De Voort Hermes De Bont, Avvocati e Mediatori ,Tilburg by mr C.A.M. Swagemakers
3. Problemi legati all’articaina (per i pazienti)
All’inizio degli anni ’90, nell’ambito della sua attività di terapia naturale, Marthe Bosscher si imbatté in un numero relativamente elevato di pazienti che manifestavano problemi di salute legati per la maggior parte all'applicazione di otturazioni di amalgama.- Tali problemi erano facilmente riscontrabili grazie al metodo del Dr. Voll della misurazione tramite elettroagopuntura (EAV). Una volta effettuata la diagnosi, ai pazienti veniva consigliato di contattare il proprio dentista e di richiedere che le otturazioni di amalgama (metallica) venissero sostituite con otturazioni alternative di minore tossicità. Inoltre, ai pazienti veniva prescritto un programma di disintossicazione a base di rimedi naturali. Rimuovere l’otturazione era l’unico sistema per porre fine al progressivo avvelenamento dell’organismo. Il programma di disintossicazione serviva invece ad accelerare l’eliminazione delle sostanze tossiche già assimilate dall’organismo. Per diversi anni, questo approccio si rivelò un rimedio estremamente efficace nella cura di pazienti con problemi legati alle otturazioni di amalgama. Tuttavia, nel 1994 ci si accorse di una diminuzione dell’efficacia di questo tipo di cura.
Dopo un periodo iniziale – a volte settimane, a volte mesi - di ripresa, in cui i pazienti godevano di ottima salute, molti di questi tornarono ad ammalarsi, talvolta in modo ancor più serio. I sintomi esterni erano stanchezza, intolleranze alimentari e allergie, associate ad un senso di spossatezza generale. Tali sintomi erano talvolta accompagnati da diarrea, crampi muscolari e formicolio alle dita delle mani e dei piedi.
Le misurazioni effettuate con il metodo EAV non fecero alcuna chiarezza a riguardo. Non solo, dunque, questi pazienti manifestavano nuovamente numerosi disturbi, ma su tali disturbi i rimedi omeopatici esistenti non sembravano sortire alcun effetto. Anche la sostituzione dell’otturazione di amalgama sembrava dare risultati molto meno efficaci. Addirittura, dopo essere stati dal dentista certi pazienti avvertivano maggiori disturbi che in precedenza.
Fu in questo periodo che Marthe Bosscher diede inizio alle ricerche per comprendere quale fosse la causa del fallimento di una terapia che aveva funzionato egregiamente per anni. Dal momento che i medicinali e i metodi impiegati nella cura non avevano subito alcuna alterazione, Marthe Bosscher concentrò le proprie ricerche principalmente sui materiali utilizzati da dentisti e chirurghi odontoiatri.
Finalmente, nell’Aprile/Maggio 1995, fu chiaro che ai pazienti che avevano manifestato un riacutizzarsi dei disturbi erano stati somministrati anestetici quali Ultracain™, Septocaine™, ecc. Ad un’ulteriore ricerca emerse che i pazienti trattati con Xylocaine™, Citanest™ o Scandonest™ non manifestavano problemi connessi con l’uso di tali farmaci, anzi, erano guariti meglio rispetto ai pazienti trattati con l’articaina e non avevano avuto ulteriori problemi di salute.
I disturbi manifestati dai pazienti trattati con l’articaina erano essenzialmente riconducibili a due categorie:
Problemi neurologici, disturbi al sistema nervoso (centrale). Tali disturbi si manifestavano sottoforma di sintomi di Parkinson (tremori) e di tipo ME (Encefalopatia Mialgica), SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) e SM (Sclerosi Multipla). A questa stessa categoria appartenevano anche i pazienti che manifestavano cedimenti muscolari e formicolii prolungati alle dita delle mani e dei piedi.
Problemi di tipo carcinogenico, sintomi neoplastici. Furono evidenziati soprattutto casi di cancro al seno, alla prostata e ai reni. Alcune forme di cancro al seno si manifestavano, sorprendentemente, dopo 5/7 mesi dalla cura dentistica. Addirittura, in certi casi la comparsa dei noduli avveniva da un giorno all’altro e la crescita era estremamente rapida. In aggiunta, questa forma di cancro al seno appariva spesso molto.
Abbiamo motivo di ritenere che la causa di entrambi questi problemi risieda principalmente nella somministrazione di articaina a pazienti con deficit di butyrylcholinesterase (BuChE). Del resto, le avvertenze riportate nel foglietto illustrativo dell’Ultracain™ sono molto chiare. La dicitura è la seguente:
"Non somministrare Ultracain™ a pazienti affetti da deficit di colinesterasi, se non dietro precise indicazioni d’uso. La somministrazione di Ultracain potrebbe dare origine ad effetti prolungati del farmaco sul paziente, nonché – in alcuni casi – a effetti collaterali estremamente significativi."
Vale la pena di puntualizzare che non tutti i foglietti illustrativi dei prodotti contenenti articaina riportano tale avvertenza. Ad esempio, tale informazione è malauguratamente assente sia dalle confezioni di Septanest?, sia di Septocaine?, entrambi prodotti Septodont?. Inoltre, nessun medico è in grado di vedere se un paziente è affetto o meno da un deficit di questo enzima: tale patologia, infatti, può essere determinata solo attraverso i necessari esami del sangue, che peraltro sono raramente prescritti dai dentisti, dai medici di base o dagli specialisti. Solo in circostanze eccezionali gli anestesisti richiedono un test degli enzimi qualora sospettino che un paziente sia affetto da deficit di un enzima plasmatico (butyrylcholinesterase). Tale sospetto può emergere, ad esempio, in sede operatoria in seguito all'utilizzo di rilassanti muscolari quali la succinilcolina.
In circostanze “normali”, vale a dire in presenza dell’enzima plasmatico butyrylcholinesterase, l’articaina viene trasformata in acido articainico, che a sua volta viene metabolizzato nel fegato ed infine escreto attraverso i reni. Se l’articaina viene somministrata a pazienti privi, o semplicemente carenti, degli enzimi necessari alla sua decomposizione, l’organismo sarà costretto a cercare dei metodi alternativi per liberarsene.
Attualmente sono in corso delle ricerche proprio sui metodi di decomposizione alternativa dell’articaina.
In ogni caso, si sospetta che qualora gli enzimi plasmatici non siano in grado di eliminare l’articaina, il compito sia affidato agli enzimi epatici. Nel corso di questo processo, è altamente probabile che l’articaina venga trasformata in una sostanza mutagenica: la nitroidrossilamina. Se l’organismo non è in grado di tollerare questa sostanza, ciò può avere come conseguenza il cancro.
Quante probabilità ci sono che un paziente con deficit enzimatico riesca ad eliminare l’articaina? Secondo la letteratura scientifica, si stima che 1 individuo di razza caucasica su 25 sia affetto da tale deficit enzimatico genetico, e di conseguenza dovrebbe evitare l’articaina. A titolo cautelativo, l’uso dell’articaina è sconsigliato a chiunque maneggi o lavori nelle vicinanze di sostanze in grado di causare danni al fegato. Ad esempio:
- Pittori-Decoratori: a causa dei solventi contenuti in numerosi tipi di pittura
- Tappezzieri: a causa dei solventi contenuti nella colla
- Lavoratori Agricoli e Orticoli: a causa dei composti organici a base di fosforo e dei fosfati organici
- Allevatori: a causa dei fosfati organici (ad esempio i preparati antiparassitari destinati alle pecore)
- Tossicomani: a causa dell’abuso di alcol e droghe
Inoltre, l’uso dell’articaina è sconsigliato anche ad individui esposti a metalli pesanti quali cadmio, piombo e mercurio (otturazioni dentali metalliche), dal momento che anche in questo caso sussiste il rischio di danni al fegato.
4. Vantaggi e svantaggi derivanti dall’uso dell’articaina
Vantaggi
Le caratteristiche principali di Ultracain™ e Septocaine™ sono la rapidità e l’efficacia con cui tali farmaci penetrano nell’osso. Quest’ultima proprietà non è stata ancora confermata da prove scientifiche, ma costituisce l’opinione diffusa di quanti utilizzano regolarmente tali prodotti. Quando si impiegano Ultracain™ e Septocaine™ non è più necessario far accomodare nuovamente il paziente in sala d’aspetto nell’attesa che l’anestetico faccia effetto. Inoltre, durante gli interventi, Ultracain? e Septanest? dimostrano una maggiore efficacia rispetto a gran parte degli altri anestetici. Per queste ragioni, un numero sempre maggiore di dentisti e chirurghi odontoiatri sceglie di adoperare Ultracain™ e Septanest™.
Svantaggi
Per essere metabolizzata correttamente, l’articaina necessita di enzimi del gruppo delle colinesterasi, in particolare delle butyrylcholinesterase (BuChE) o butirrilcolinesterasi (BuChE). Quando nell’organismo tali enzimi sono in quantità insufficiente oppure hanno ridotta efficacia, Ultracain™ e Septocaine™ non vengono metabolizzati come dovrebbero e l’organismo è costretto a cercare metodi alternative per smaltirli. Questo processo metabolico porta alla formazione di altre sostanze tossiche che possono causare paralisi o danni cerebrali. In certi casi, tali sostanze possono anche attaccare la struttura del DNA/RNA umano, determinando l’insorgere del cancro. Le forme di cancro causate dalla somministrazione di articaina sono, secondo la nostra esperienza, particolarmente aggressive e resistenti alle terapie. Il cancro può essere curato tramite chemioterapia o radioterapia o con intervento chirurgico, ma tende a ricomparire dopo un breve periodo quando l’articaina accumulatasi nei tessuti, adiposi o cerebrali, viene progressivamente rilasciata nell’organismo. Se il sistema immunitario è indebolito dall’uso di farmaci, o a causa di stress o uno stile di vita poco sano, il cancro può ricomparire in seguito al progressivo rilascio dell’articaina non metabolizzata - o solo parzialmente metabolizzata - nei tessuti dell’organismo.
I più recenti risultati sperimentali indicano che l’articaina può alterare il metabolismo degli acidi grassi. Queste pagine verranno aggiornate a mano a mano che emergeranno nuovi risultati e informazioni circa gli effetti collaterali imprevisti dell’articaina.
5. Disclaimer
Questo sito è stato realizzato con la massima cura. Ove possibile, si è fatto ricorso a consulenti specializzati. Tutte le informazioni e le ipotesi sono basate sui dati e gli esperimenti più recenti disponibili al momento in cui questo materiale è stato redatto.
Le informazioni presenti in questo sito sono basate su dati scientifici e sperimentali e devono essere considerate in quest’ottica (vedi Nota). (16) L’utilizzo di questa informazione avviene a nostro rischio e responsabilità La Fondazione Bosscher non può in alcun modo essere ritenuta responsabile dell’utilizzo di queste informazioni.
Questo sito è stato originariamente pubblicato in lingua olandese. Il presente testo ne costituisce una traduzione. La Bosscher Stichting non è responsabile per eventuali errori contenuti nel documento tradotto.
Se ritenete che il documento contenga errori grossolani o imperfezioni, vi preghiamo di farcelo sapere. Potete contattare la Fondazione Bosscher telefonando al numero +31 (0)181 404050 o via e-mail all’indirizzo:
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Glossario:
Anestetico locale: gli anestetici locali sono spesso somministrati da medici condotti, dentisti, chirurghi odontoiatri e dermatologi per piccoli interventi.
Anche gli anestesisti ricorrono talvolta agli anestetici locali per alcuni tipi di anestesia regionale (epidurale), in caso di procedure quali il taglio cesareo.
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Otturazioni di amalgama: le otturazioni di amalgama sono otturazioni metalliche utilizzate nella pratica dentistica. L’amalgama è un composto di mercurio e altri metalli (pesanti). Nel corso degli anni, sempre più ricerche hanno rivelato che i composti di mercurio e di altri metalli pesanti hanno la tendenza a dissolversi e a diffondersi poi nell’organismo, per il quale eliminare tali sostanze è estremamente faticoso.
Esse, infatti, si accumulano nei tessuti e finiscono per alterare le funzioni dell’organismo. E’ estremamente probabile che a risentirne sia soprattutto il sistema immunitario. Questo è uno dei motivi per cui sempre più persone chiedono al proprio dentista di sostituire le otturazioni metalliche con otturazioni bianche (in composito).
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Misurazioni EAV: (ElettroAgopuntura sec. Voll) lettura del flusso energetico secondo le linee classiche dell’agopuntura. La diagnosi si effettua collegando il paziente ad uno strumento in grado di misurare le tracce di sostanze tossiche presenti nell’organismo e il livello di funzionamento dei vari organi.
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butyrylcholinesterase: la colinesterasi è un enzima prodotto dall’organismo umano che ha la funzione di contribuire alla decomposizione dell’articaina. Se i livelli di colinesterasi nel vostro organismo sono insufficienti, esso non sarò in grado di eliminare (completamente) l’articaina. In conseguenza di questo deficit, l’effetto dell’anestetico può prolungarsi eccessivamente, dando luogo a sintomi tra cui una parestesia (formicolio) alle dita delle mani e dei piedi. Non è ancora stato appurato quanto dannosa possa essere la presenza (prolungata) di articaina nell’organismo, ma per il momento riteniamo sia comunque opportuno invitare alla cautela coloro che ne fanno uso. La butyrylcholinesterase (BuChE) appartiene al gruppo delle colinesterasi ed è nota anche con il nome di butirrilcolinesterasi (BuChE).
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Mutagenico: l’aggettivo “mutagenico” deriva dal verbo “mutare”. In questo caso, sta ad indicare la mutazione o alterazione dello stato di una cellula da sano a malato.
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Resistenza alle terapie: si è osservato spesso che le terapie messe a punto per contrastare i sintomi di certe patologie si rivelano inefficaci nel caso delle vittima dell’articaina. La Fondazione Bosscher ritiene che ciò sia dovuto al fatto che sostanze dannose come l’articaina e i suoi derivati rimangono nell’organismo umano e possono venire rilasciate in qualsiasi momento, causando la ricomparsa dei sintomi anche in seguito alla somministrazione di cure inizialmente efficaci.
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Deficit:
Carenza o insufficienza.
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