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| Benvenuti al Sito della Fondazione Bosscher Lo scopo della Fondazione Bosscher è quello di promuovere la ricerca scientifica riguardante le patologie derivanti dall’uso degli anestetici locali. In particolare, la Fondazione Bosscher si occupa degli effetti di un anestetico denominato articaina cloridrato, che costituisce il principio attivo di:
La Fondazione Bosscher ha motivo di ritenere che l’articaina sia causa di una serie di effetti collaterali imprevisti. Se per un periodo (anche diversi mesi) successivo ad una cura dentale avete potuto registrare uno dei seguenti sintomi, vi consigliamo di consultare con attenzione questo sito.
Riconoscete uno o più d’uno dei sintomi elencati? La loro causa potrebbe essere imputabile all’uso dell’anestetico locale noto con il nome di articaina. Per qualsiasi informazione e/o commento, contattateci all’indirizzo e-mail [email protected] (possibilmente in inglese). Nota Attenzione ======================================================= Indice 1.
Organizzazione del sito ======================================================= Il sito è diviso nelle sezioni sopra elencate. Al suo interno, compaiono diverse parole chiave in caratteri blu e sottolineate. Ciccando due volte su queste parole, ne visualizzerete una definizione o spiegazione. Per continuare la lettura del testo principale, è sufficiente ciccare due volte sul comando che compare alla fine: 'Clicca qui per tornare alla pagina principale'. Se, una volta letto questo breve sito di presentazione, desiderate ottenere ulteriori informazioni, non esitate a consultare la versione completa del nostro sito in Inglese. Lì troverete, tra le varie cose, anche un’analisi approfondita del processo di decomposizione dell’articaina e delle sostanze che ne derivano. Problemi legati all’articaina (per i medici). Di norma in questo sito viene fatto riferimento alla sostanza denominata ‘articaina’ evitando, per quanto possibile, di citare i nomi commerciali di anestetici come Ultracain™, Septanest™, Citocain™, Primacaine™, Septocaine™, Ubistesine™, Citocartin™, ecc, nei quali l’articaina compare come principio attivo. ======================================================== Questo sito è stato realizzato su iniziativa della direzione e del gruppo di consulenza medica della Fondazione Bosscher s.l.a. Redattori: Su richiesta della Fondazione Bosscher, il Science Shop di Medicina della Facoltà di Farmacia dell’Università di Utrecht ha condotto una ricerca sugli effetti collaterali imprevisti dell’articaina. Tale ricerca è stata pubblicata con il seguente titolo: Articaïne,
een literatuuronderzoek naar de ongewenste effecten. Articaïne.
Een briefwisseling, Najaar 2000. Articaïne,
maart-oktober 2001 Vogliamo ringraziare i Science Shop di entrambe le Università per la ricerca scientifica e indipendente che hanno condotto, oltre che per le informazioni che hanno saputo fornire durante gli incontri e che ci sono state di grande aiuto nella realizzazione di questo sito. Il progetto articaina è stato coordinato con la supervisione dello studio legale
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All’inizio degli anni ’90, nell’ambito della sua attività di terapia naturale, Marthe Bosscher si imbatté in un numero relativamente elevato di pazienti che manifestavano problemi di salute legati per la maggior parte all'applicazione di otturazioni di amalgama.- Tali problemi erano facilmente riscontrabili grazie al metodo del Dr. Voll della misurazione tramite elettroagopuntura (EAV). Una volta effettuata la diagnosi, ai pazienti veniva consigliato di contattare il proprio dentista e di richiedere che le otturazioni di amalgama (metallica) venissero sostituite con otturazioni alternative di minore tossicità. Inoltre, ai pazienti veniva prescritto un programma di disintossicazione a base di rimedi naturali. Rimuovere l’otturazione era l’unico sistema per porre fine al progressivo avvelenamento dell’organismo. Il programma di disintossicazione serviva invece ad accelerare l’eliminazione delle sostanze tossiche già assimilate dall’organismo. Per diversi anni, questo approccio si rivelò un rimedio estremamente efficace nella cura di pazienti con problemi legati alle otturazioni di amalgama. Tuttavia, nel 1994 ci si accorse di una diminuzione dell’efficacia di questo tipo di cura. Dopo un periodo iniziale – a volte settimane, a volte mesi - di ripresa, in cui i pazienti godevano di ottima salute, molti di questi tornarono ad ammalarsi, talvolta in modo ancor più serio. I sintomi esterni erano stanchezza, intolleranze alimentari e allergie, associate ad un senso di spossatezza generale. Tali sintomi erano talvolta accompagnati da diarrea, crampi muscolari e formicolio alle dita delle mani e dei piedi. Le misurazioni effettuate con il metodo EAV non fecero alcuna chiarezza a riguardo. Non solo, dunque, questi pazienti manifestavano nuovamente numerosi disturbi, ma su tali disturbi i rimedi omeopatici esistenti non sembravano sortire alcun effetto. Anche la sostituzione dell’otturazione di amalgama sembrava dare risultati molto meno efficaci. Addirittura, dopo essere stati dal dentista certi pazienti avvertivano maggiori disturbi che in precedenza. Fu in questo periodo che Marthe Bosscher diede inizio alle ricerche per comprendere quale fosse la causa del fallimento di una terapia che aveva funzionato egregiamente per anni. Dal momento che i medicinali e i metodi impiegati nella cura non avevano subito alcuna alterazione, Marthe Bosscher concentrò le proprie ricerche principalmente sui materiali utilizzati da dentisti e chirurghi odontoiatri. Finalmente, nell’Aprile/Maggio 1995, fu chiaro che ai pazienti che avevano manifestato un riacutizzarsi dei disturbi erano stati somministrati anestetici quali Ultracain™, Septocaine™, ecc. Ad un’ulteriore ricerca emerse che i pazienti trattati con Xylocaine™, Citanest™ o Scandonest™ non manifestavano problemi connessi con l’uso di tali farmaci, anzi, erano guariti meglio rispetto ai pazienti trattati con l’articaina e non avevano avuto ulteriori problemi di salute. I disturbi manifestati dai pazienti trattati con l’articaina erano essenzialmente riconducibili a due categorie: Problemi neurologici, disturbi al sistema nervoso (centrale). Tali disturbi si manifestavano sottoforma di sintomi di Parkinson (tremori) e di tipo ME (Encefalopatia Mialgica), SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) e SM (Sclerosi Multipla). A questa stessa categoria appartenevano anche i pazienti che manifestavano cedimenti muscolari e formicolii prolungati alle dita delle mani e dei piedi. Problemi di tipo carcinogenico, sintomi neoplastici. Furono evidenziati soprattutto casi di cancro al seno, alla prostata e ai reni. Alcune forme di cancro al seno si manifestavano, sorprendentemente, dopo 5/7 mesi dalla cura dentistica. Addirittura, in certi casi la comparsa dei noduli avveniva da un giorno all’altro e la crescita era estremamente rapida. In aggiunta, questa forma di cancro al seno appariva spesso molto. Abbiamo motivo di ritenere che la causa di entrambi questi problemi risieda principalmente nella somministrazione di articaina a pazienti con deficit di pseudocolinesterasi (PChE). Del resto, le avvertenze riportate nel foglietto illustrativo dell’Ultracain™ sono molto chiare. La dicitura è la seguente: "Non somministrare Ultracain™ a pazienti affetti da deficit di colinesterasi, se non dietro precise indicazioni d’uso. La somministrazione di Ultracain potrebbe dare origine ad effetti prolungati del farmaco sul paziente, nonché – in alcuni casi – a effetti collaterali estremamente significativi." Vale la pena di puntualizzare che non tutti i foglietti illustrativi dei prodotti contenenti articaina riportano tale avvertenza. Ad esempio, tale informazione è malauguratamente assente sia dalle confezioni di Septanest?, sia di Septocaine?, entrambi prodotti Septodont?. Inoltre, nessun medico è in grado di vedere se un paziente è affetto o meno da un deficit di questo enzima: tale patologia, infatti, può essere determinata solo attraverso i necessari esami del sangue, che peraltro sono raramente prescritti dai dentisti, dai medici di base o dagli specialisti. Solo in circostanze eccezionali gli anestesisti richiedono un test degli enzimi qualora sospettino che un paziente sia affetto da deficit di un enzima plasmatico (pseudocolinesterasi). Tale sospetto può emergere, ad esempio, in sede operatoria in seguito all'utilizzo di rilassanti muscolari quali la succinilcolina. In circostanze “normali”, vale a dire in presenza dell’enzima plasmatico pseudocolinesterasi, l’articaina viene trasformata in acido articainico, che a sua volta viene metabolizzato nel fegato ed infine escreto attraverso i reni. Se l’articaina viene somministrata a pazienti privi, o semplicemente carenti, degli enzimi necessari alla sua decomposizione, l’organismo sarà costretto a cercare dei metodi alternativi per liberarsene. Attualmente
sono in corso delle ricerche proprio sui metodi di decomposizione
alternativa dell’articaina. Quante probabilità ci sono che un paziente con deficit enzimatico riesca ad eliminare l’articaina? Secondo la letteratura scientifica, si stima che 1 individuo di razza caucasica su 25 sia affetto da tale deficit enzimatico genetico, e di conseguenza dovrebbe evitare l’articaina. A titolo cautelativo, l’uso dell’articaina è sconsigliato a chiunque maneggi o lavori nelle vicinanze di sostanze in grado di causare danni al fegato. Ad esempio:
Inoltre, l’uso dell’articaina è sconsigliato anche ad individui esposti a metalli pesanti quali cadmio, piombo e mercurio (otturazioni dentali metalliche), dal momento che anche in questo caso sussiste il rischio di danni al fegato. ====================================================
Vantaggi Svantaggi I più recenti risultati sperimentali indicano che l’articaina può alterare il metabolismo degli acidi grassi. Queste pagine verranno aggiornate a mano a mano che emergeranno nuovi risultati e informazioni circa gli effetti collaterali imprevisti dell’articaina. ======================================================= Questo sito è stato realizzato con la massima cura. Ove possibile, si è fatto ricorso a consulenti specializzati. Tutte le informazioni e le ipotesi sono basate sui dati e gli esperimenti più recenti disponibili al momento in cui questo materiale è stato redatto. Le informazioni presenti in questo sito sono basate su dati scientifici e sperimentali e devono essere considerate in quest’ottica (vedi Nota). (16) L’utilizzo di questa informazione avviene a nostro rischio e responsabilità La Fondazione Bosscher non può in alcun modo essere ritenuta responsabile dell’utilizzo di queste informazioni. Questo sito è stato originariamente pubblicato in lingua olandese. Il presente testo ne costituisce una traduzione. La Bosscher Stichting non è responsabile per eventuali errori contenuti nel documento tradotto. Se ritenete che il documento contenga errori grossolani o imperfezioni, vi preghiamo di farcelo sapere. Potete contattare la Fondazione Bosscher telefonando al numero +31 (0)181 404050 o via e-mail all’indirizzo: [email protected]. ======================================================= Anestetico
locale: gli anestetici locali sono spesso somministrati
da medici condotti, dentisti, chirurghi odontoiatri e dermatologi per
piccoli interventi. Otturazioni
di amalgama: le otturazioni di amalgama sono otturazioni
metalliche utilizzate nella pratica dentistica. L’amalgama è un
composto di mercurio e altri metalli (pesanti). Nel corso degli anni,
sempre più ricerche hanno rivelato che i composti di mercurio
e di altri metalli pesanti hanno la tendenza a dissolversi e a diffondersi
poi nell’organismo, per il quale eliminare tali sostanze è estremamente
faticoso. Misurazioni
EAV: (ElettroAgopuntura sec. Voll) lettura del flusso
energetico secondo le linee classiche dell’agopuntura. La
diagnosi si effettua collegando il paziente ad uno strumento in
grado di misurare
le tracce di sostanze tossiche presenti nell’organismo e il livello
di funzionamento dei vari organi. Pseudocolinesterasi: la
colinesterasi è un enzima prodotto
dall’organismo umano che ha la funzione di contribuire alla decomposizione
dell’articaina. Se i livelli di colinesterasi nel vostro organismo
sono insufficienti, esso non sarò in grado di eliminare (completamente)
l’articaina. In conseguenza di questo deficit, l’effetto
dell’anestetico può prolungarsi eccessivamente, dando
luogo a sintomi tra cui una parestesia (formicolio) alle dita delle
mani e dei piedi. Non è ancora stato appurato quanto dannosa
possa essere la presenza (prolungata) di articaina nell’organismo,
ma per il momento riteniamo sia comunque opportuno invitare alla cautela
coloro che ne fanno uso.
La pseudocolinesterasi (PChE) appartiene al gruppo delle colinesterasi
ed è nota anche con il nome di butirrilcolinesterasi (BuChE). Mutagenico: l’aggettivo “mutagenico” deriva
dal verbo “mutare”. In questo caso, sta ad indicare la
mutazione o alterazione dello stato di una cellula da sano a malato. Resistenza
alle terapie: si è osservato spesso che le terapie
messe a punto per contrastare i sintomi di certe patologie si rivelano
inefficaci nel caso delle vittima dell’articaina. La Fondazione
Bosscher ritiene che ciò sia dovuto al fatto che sostanze dannose
come l’articaina e i suoi derivati rimangono nell’organismo
umano e possono venire rilasciate in qualsiasi momento, causando la
ricomparsa dei sintomi anche in seguito alla somministrazione di cure
inizialmente efficaci. Deficit: |
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